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La dottoressa Bonomo che ha partecipato ad uno dei nostri convegni medici ed era spesso presente ai cenacoli aperti organizzati dal nostro compianto presidente Walter Vinci, mi ha dato un volantino sulla conferenza in oggetto.

Si terrà lunedì 15 febbraio alle ore 21 presso la biblioteca comunale di Bollate. Il relatore è il Prof. Maurizio Harari, Docente di Etruscologia ed Archeologia classica Università di Pavia

La conferenza è organizzata dall’associazione Mondo Donna Bollate.

Calendario marzo 2010

MARZO 2010


Mercoledi 3 caminetto ore 21.00 preparazione festa 15° anniversario 17 marzo

Mercoledi 10 cenacolo ore 20.00
Tema: La dogana questa sconosciuta ?
Relatore: dott cav uff GAETANO TRUPPO vicepresidente ferrovie le nord di milano. Presenta Marco Milanesi

Mercoledi 17 INTERCLUB GRUPPO VISCONTEO

conviviale con coniugi ore 19.30 aperitivo
Festa 15° anniversario rc bollate nirone “1994-2009 15 anni di servizio”
con la partecipazione del gov Marino Magri e il dgn 2012-13 Marco Milanesi
il programma prevede un evento musicale e l’ ammissione di due nuovi soci

Sabato 20 fuoriporta ore 10.00 via jan 15 (zona piazza Argentina MM1 fermata Lima)

Tema: Casa Boschi un edificio dell’architetto Portaluppi e una collezione di pittura del Novecento ( Sironi, De Pisis, Morandi, De Chirico, Fontana e altri).
Gruppo massimo 16 persone. ingresso libero
Guida: Cristina Silvera

Mercoledi 24 cena della solidarietà ore 19.30 presso salesiani arese.
Visita centro salesiano don bosco di Arese (barabitt)

Mercoledi 31 cenacolo ore 20
Tema
: Il velo nelle religioni: velare, svelare, rivelare.
Velare, svelare, rivelare: in molte tradizioni religiose il velo è strumento espressivo delle diverse modalità (e intensità) del rapporto conoscitivo attraverso il quale l’umano incontra il sovrumano. Spesso associato alla femminilità, e spesso alla nudità femminile, il velo diventa malizioso strumento che evoca il desiderio di possesso, ma insieme nasconde e custodisce la grazia e il mistero delle forme femminili. Tra religione, ideologia e storia dell’arte si dipana un variegato universo di pratiche discorsive che caratterizzano la ricca trama della nostra tradizione (e di quelle altrui).
Relatore: prof DARIO M. COSI

Insegna Religioni del mondo classico e Storia delle religioni presso l’Università di Bologna e Storia delle religioni presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Brescia). Studioso delle forme religiose (mitiche e rituali) dell’antichità classica e tardo-antica, si occupa anche di divulgazione culturale



Domenico Barboni ci ha “raccontato”con molto entusiasmo e calore dove trovare ancora oggi un angolo di campagna naturale completa di flora e fauna. Le sorgenti della Muzzetta, nelle immediate vicinanze di Milano, sono infatti ancora oggi un’oasi naturale che, grazie alla temperatura dell’acqua, si ha uno sviluppo di flora e fauna decisamente particolare. L’uomo, con una serie di canali paralleli e grazie alla temperatura dell’acqua che non permette il congelamento, ha formato le Marcite che permettono un’ottima resa del terreno.

Domenico Barboni illustra cosa sono "Le Marcite"

Con  sequenze fotografiche siamo stati accompagnati in un viaggio in superficie dove abbiamo potuto apprezzare le notevoli varietà di fiori e alberi, il comportamento di insetti e uccelli, l’impollinazione dei fiori e lo studio di una farfalla rara ( Alaso Carens) che è costata 5 anni di studi e ricerche per poter arrivare a fotografare il ciclo completo di vita. In un viaggio sotto la superficie dell’acqua, grazie a bellissime fotografie, siamo stati introdotti alla formazione di girini ed embrioni del Tritone Crestato. Alla fine della serata siamo stati invitati ad effettuare una visita guidata nel parco con possibilità di pranzo in Agriturismo. Periodo consigliato è il mese di Maggio per vedere direttamente quanto ci è stato illustrato ed in più, scoprire che esistono ancora le lucciole a centinaia

Mario Mauri

Antonio Peruz, Francesco Rapisardi, Domenico Barboni

Antonio Peruz, Francesco Rapisardi, Domenico Barboni


Ecco un passaggio dall’ottava lettera del Governatore

“Promuovere la comprensione reciproca, la buona volontà e la pace fra le nazioni mediante il diffondersi nel mondo di relazioni amichevoli fra gli esponenti delle varie attività economiche e professionali, uniti nel comune proposito e nella volontà di servire”; è un richiamo che investe nella sua globalità il nostro essere rotariano, poiché il Rotary è per sua natura internazionale ed i suoi ideali si trasmettono indipendentemente dai credi religiosi o politici dei vari paesi. Ben si inquadra il pensiero del Past Presidente Internazionale Carlo Ravizza che scrisse: “il Rotary rappresenta l’aroma dell’universalità nel superamento di ogni confine e nell’affermazione dello spirituale coinvolgimento tra uomini di razze e culture diverse”

Chi desidera leggera il testo intero può aprire il pdf allegato

2010_02

Ugo Draetta

Ugo Draetta parlerà sul tema: Dove va’ l’ Europa dopo Lisbona ? al cenacolo di mercoledì 10 febbraio

  • Nato a Napoli 1l 1/1/1939 e residente a Milano
  • Professore ordinario di Diritto Internazionale presso l’Università Cattolica di Milano.
  • Membro del Consiglio di Amministrazione della Nuovo Pignone SpA, una consociata della General Electric Co.
  • Delegato del Ministero degli Esteri presso il Comitato OCSE sulla corruzione
  • Delegato del Ministero degli Esteri presso il Gruppo di Lavoro UNCITRAL sul commercio elettronico (2002 -2004).
  • Presidente, su designazione governativa, dello SPAI (Stability Pact Anticorruption Initiative), con sede a Bruxelles (2002-2007).
  • Co-fondatore e condirettore della Rivista “Diritto del Commercio Internazionale”.
  • Membro del Comitato di redazione della Revue de droit des affaires internationales/International Business Law Journal, edita da FEDUCI, Parigi.
  • Membro del Comitato scientifico dell’ISDACI (Istituto per lo studio del diritto dell’arbitrato e dei contratti internazionali), presso la Camera di Commercio di Milano.
  • Membro del Comitato Scientifico della Fondazione Edison.
  • Membro dell’International Advisory Board di Transparency International (TI, Organizzazione non Governativa che si occupa di lotta alla corruzione) e fondatore dell’Italian Chapter dell’organizzazione stessa.
  • Membro del Club degli Arbitri presso la Camera Arbitrale Internazionale della Camera di Commercio di Milano.
  • Autore di numerose pubblicazioni di diritto internazionale e diritto del commercio internazionale, tra cui, con specifico riferimento ai contratti internazionali:
  • Il diritto dei contratti internazionali – La formazione dei contratti, Padova, CEDAM, 1984.
  • Letters of Intent and Other Precontractual Documents – Comparative Analysis and Forms, Butterworths, USA, 1994 (con R. Lake).
  • Contrats internationaux – Pathologie et Remèdes, Bruylant, Bruxelles, 1996.

Conviviale Interclub del Gruppo Visconteo – Rotary Club di Magenta “Lo scenario economico e l’attuale congiuntura: quali opportunità per l’area milanese” Milano, 26 gennaio 2010, ore 20.00 Intervento di Antonio Colombo Direttore Generale Assolombarda

Volendo definire con una parola la situazione congiunturale dal punto di vista economico, potremmo dire AGRODOLCE.

Antonio Colombo durante la sua conferenza alla Interclub del RC Magenta

AGRO

Agro, perché stiamo cominciando a uscire lentamente da un periodo di crisi profonda, di cui sconteremo gli effetti ancora a lungo. La crisi economica è quella in cui è precipitato il mondo ad ottobre 2008: la più grave dal 1929. E l’Italia non ha fatto eccezione: nel 2009 la ricchezza prodotta nel nostro Paese è scesa del 4,7%. Il 2009 è stato un anno critico per tutte le economie principali: il Pil dell’Area Euro è sceso del 3,9%, quello degli Stati Uniti del 2,5. E tra i paesi europei il calo per la Germania dovrebbe essere addirittura del 5%. Fortunatamente, oggi tutti gli osservatori economici concordano sul fatto che il peggio della crisi è alle spalle, ma la ripresa nel 2010 si prefigura lenta e sofferta per tutte le principali economie avanzate. In particolare, per il 2010 le ultime previsioni del Centro Studi Confindustria stimano un modesto +1,1% di PIL per l’Italia e un +1,4% per l’Area Euro.  La crisi economica è testimoniata anche dai risultati delle singole aziende: secondo Banca d’Italia, tra ottobre 2008 e marzo 2009 (i 6 mesi più intensi della crisi) in Italia il fatturato è diminuito in media di quasi il 20% nelle imprese industriali e del 14% nelle imprese del terziario. L’industria è stata più penalizzata rispetto ai servizi, perché le imprese manifatturiere sono più aperte ai mercati esteri e, quindi, sono state più colpite dal crollo della domanda internazionale.

AMARO

L’agro di questo scenario sfiora l’amaro di fronte al fatto che da troppo tempo l’intero sistema economico italiano è penalizzato da nodi strutturali mai affrontati. Mi riferisco all’eccesso di burocrazia, alla carenza di infrastrutture, all’instabilità del quadro normativo, alle lentezze della giustizia, alla spesa pubblica improduttiva. Se questi nodi fossero sciolti potrebbero liberare potenzialità notevoli per il Paese e per le imprese. E per la Pubblica Amministrazione si tratterebbe di riforme a costo zero: a parità di risorse, un’organizzazione più efficiente ed efficace dell’attività della P.A: concorrerebbe a creare un contesto più favorevole per la produttività dell’intero sistema economico, con ricadute estremamente positive anche sul sistema produttivo.

DOLCE

Fortunatamente, a tutto questo agro si accompagna qualche interessante nota di dolce. Il sistema produttivo italiano è più forte e competitivo di quanto siamo portati a credere: anche l’Italia oggi sta soffrendo a causa della crisi, ma nel recupero potrà contare sull’efficienza e sulla competitività del proprio sistema produttivo. Alcuni economisti parlano di un caleidoscopio” di nicchie di mercato in cui le imprese italiane eccellono a livello globale. Prendiamo in considerazione i prodotti scambiati sui mercati internazionali e l’ultimo anno per cui sono disponibili i dati, cioè il 2007: l’Italia ha scambiato più di 5.500 tipi diversi di prodotti e il nostro Paese è risultato:

  • tra i primi 3 paesi esportatori in più di 1.000 nicchie;
  • il secondo dopo la sola Germania, se consideriamo l’export per numero di abitanti;
  • più avanti di Paesi “grandi esportatori” come la Francia e la Corea del Sud.

In queste mille nicchie si esplica la forza del nostro Made in Italy: un sistema di 4,5 milioni di imprese prevalentemente piccole e piccolissime che sanno essere estremamente flessibili, che diversificano e si specializzano, ricercando creatività, innovazione, qualità e design. La nostra eccellenza sui mercati esteri si concentra sui settori Alimentare, Abbigliamento-moda, Arredo-casa e Automazione-meccanica-gomma-plastica (cosiddetta 4A), ma sono ugualmente importanti altri comparti, come la metallurgia, la carta e la chimica-farmaceutica. Anche ricerche recenti di Banca d’Italia hanno messo in luce che tra il 2000 e il 2006 quasi la metà delle imprese dell’industria e dei servizi ha avviato un processo di ristrutturazione per migliorare la propria competitività, soprattutto nell’industria manifatturiera e nelle imprese del Nord-Ovest. Un altro elemento dolce per l’economia italiana è la tenuta espressa in questi mesi di crisi in termini di mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione in Italia è, sì, salito a novembre 2009 all’8,3% (dato destagionalizzato) contro il 7,1% di un anno prima, ma nell’Area Euro l’incremento è stato ben più sensibile, dall’8,0% al 10,0%; negli Stati Uniti la disoccupazione nello stesso periodo è passata addirittura dal 6,8% al 10,0%. La nostra tenuta è certamente stata resa possibile dal sistema degli ammortizzatori sociali, a cui le imprese hanno fatto ampiamente ricorso nell’ultimo anno per far fronte all’emergenza della crisi senza compromettere il capitale umano.

LA SITUAZIONE ECONOMICA NELL’AREA MILANESE

Le ripercussioni della crisi hanno investito anche le imprese milanesi, ma le rilevazioni congiunturali svolte da Assolombarda sulle imprese del territorio milanese confermano che la parte peggiore della crisi dovrebbe essere superata. Il clima di fiducia delle imprese, sia del manifatturiero, sia del terziario, ha toccato il punto più basso a cavallo tra il 2008 e il 2009 e nel 2009 è risalito, anche se gradualmente. E il territorio milanese e lombardo è particolarmente vivace in termini di processi di ristrutturazione delle imprese.

Uno studio condotto da Assolombarda con l’Università Bocconi nel 2008 per indagare le mosse strategiche messe in atto dalle aziende ha evidenziato una continua tensione alla crescita e un attento utilizzo di una pluralità di strategie da parte delle imprese. Quanto all’andamento dell’occupazione, l’utilizzo della Cassa Integrazione è risultato intenso anche nell’area milanese, dove nel 2009 sono state autorizzate per la CIG Ordinaria 27,5 milioni di ore (contro 2,1 milioni di ore nel 2008) e per la CIG Straordinaria 30,7 milioni (5,7 milioni di ore).

MAGENTINO, ABBIATENSE, RHODENSE: UNA FOTOGRAFIA

Anche la realtà economico-territoriale del MAGENTINO-ABBIATENSE, nelle sue dimensioni più circoscritte, può essere descritta a tinte agrodolci. Dal punto di vista economico e territoriale, la zona è caratterizzata da:

  • un tessuto produttivo costituito per lo più da piccole e medie imprese;
  • una specializzazione produttiva nei settori industriali, con particolare riferimento all’attività metalmeccanica;
  • flussi consistenti di pendolarismo verso Milano città e relazioni rilevanti con i sistemi locali del lavoro del Vigevanese.

Inoltre, l’area presenta alcuni elementi di debolezza e problematicità, come:

  • il saldo negativo tra nuove assunzioni e cessazioni dal bacino degli occupati;
  • una capacità debole di assorbimento della forza lavoro femminile e di quella in età matura;
  • una forte mobilità e instabilità del mercato del lavoro, imputabile a una quota elevata di occupazione operaia e industriale, ai processi di ristrutturazione e alla domanda di lavoro dei settori del terziario.

Eppure, in prospettiva alcuni elementi di debolezza di quest’area potrebbero acquisire una valenza positiva, come:

  • la piccola dimensione delle imprese, perché:
  • rappresenta di per sé un fattore di flessibilità, con capacità di adattamento più forti ai mutamenti dello scenario esterno;
  • in diversi casi è frutto di un processo di evoluzione e crescita da realtà artigiane, e quindi è segno di vitalità economica, oltre che della presenza di capacità imprenditoriali diffuse;
  • il fatto che i prezzi dei terreni della zona sono inferiori a quelli di altre aree a pari distanza da Milano, e questo con un potenziamento delle infrastrutture in vista.

Inoltre, l‘attivazione dell’Alta Velocità Torino-Milano e il potenziamento dei collegamenti ferroviari e stradali per Malpensa consolidano le basi perché i territori della macroarea Torino-Milano di cui il Magentino-Abbiatense fa parte si sviluppino come nodi di primo livello anche dal punto di vista delle possibilità di un rilancio economico. Il MAGENTINO, in particolare, può contare su due ulteriori punti di forza, quello infrastrutturale e quello ambientale. Dal punto di vista delle infrastrutture, negli ultimi due anni, il territorio del Magentino ha visto aumentare notevolmente la sua accessibilità: l’apertura della superstrada Malpensa-Boffalora nel marzo 2008 consente infatti collegamenti rapidi e veloci con l’aeroporto.

Inoltre, è auspicabile che:

  • l’attivazione completa della linea di alta velocità ferroviaria Milano-Torino avvenuta lo scorso dicembre sia la premessa per un miglioramento dei servizi di tipo regionale sulla linea storica, attraverso nuovi investimenti sul servizio ferroviario regionale;
  • sia prolungata verso sud la superstrada Malpensa-Boffalora, in modo da alleggerire l’attuale tangenziale ovest di Milano. Auspichiamo che vengano sciolti presto i nodi che ancora permangono in merito a quest’opera rispetto al reperimento delle risorse pubbliche mancanti.

Dal punto di vista dell’ambiente, poi, grazie alla sua collocazione a ridosso del Parco del Ticino, il Magentino offre tuttora una qualità ambientale elevata.

Queste positività suggeriscono di cogliere l’opportunità dell’Expo come occasione per ripensare il ruolo del Magentino all’interno della sua macorarea di riferimento e trovare idee e progetti attorno ai quali strutturare nuovi percorsi di crescita e sviluppo facendo proprio leva sulla combinazione infrastrutture-ambiente.

Più vicino nel tempo, il Piano di Governo del Territorio del Comune di Magenta, ora in fase di adozione, è un altro strumento da utilizzare sfruttando al meglio i punti di forza di cui l’area dispone per progettare un futuro che li valorizzi al massimo. La stessa Assolombarda ha seguito attentamente ogni fase dell’iter del Piano e ha fornito contributi che vanno proprio in questa direzione.[è prevista la presenza all’incontro del Sindaco di Magenta, Luca del Gobbo]. Il RHODENSE, a sua volta, sta registrando un cambiamento a ritmo sempre più sostenuto tanto del tessuto economico quanto della sua vocazione nel contesto più ampio dell’area milanese, soprattutto in virtù di tre fattori. Da un lato, la presenza della nuova Fiera di Milano e delle opere infrastrutturali connesse. Dall’altro, la scelta di questa localizzazione come sede per l’Expo.  Dall’altro ancora, l’istituzione della vicina provincia di Monza e Brianza. Dunque, l’area del Rhodense sta vivendo un cambiamento epocale: perché possa diventare un’opportunità di sviluppo, questo processo dev’essere sostenuto da un governo attento del territorio e da una cooperazione rafforzata tra i diversi attori presenti a livello locale.

Alcuni soci del RC Bollate Nirone

Anche in questo caso, il Piano di Governo del Territorio (in fase di adozione come quello di Magenta) può giocare un ruolo chiave. E anche in questo caso Assolombarda ha fornito un suo contributo, nel solco di una continuità di rapporti con il Comune animata da sempre da un concreto, reciproco spirito di collaborazione.

Anche per il Rhodense un fattore cruciale saranno le infrastrutture, con un orizzonte temporale al 2015. È per questa scadenza, infatti, che sono previsti:

  • il potenziamento ferroviario tra Rho e Gallarate, comprensivo del raccordo per Malpensa, che migliorerà la dotazione stradale del Rhodense e potenzierà l’accessibilità dal Magentino verso Malpensa;
  • il completamento della superstrada Rho-Monza, che migliorerà i flussi di trasporto su gomma del Rhodense e favorirà l’accessibilità dal Magentino verso la Brianza.
ASSOLOMBARDA SUL TERRITORIO. Per la sua connotazione territoriale, Assolombarda promuove lo sviluppo delle variabili che determinano la competitività dell’ambito locale e la sua capacità di attrarre investimenti. Per questo, dialoga e collabora con gli interlocutori attivi nell’area milanese, a partire dalle istituzioni e dagli attori pubblici locali,  e promuove politiche che consentano uno sviluppo equilibrato dei fattori economici, sociali, territoriali e ambientali. In particolare, l’Associazione si è dotata di un’Organizzazione Zonale per presidiare adeguatamente il territorio su cui sono distribuite le imprese associate (2.700 circa sono localizzate nel comune di Milano, mentre le altre sono distribuite negli altri comuni della provincia di Milano, oltre che in quelle di Lodi e di Monza e Brianza). Ognuna delle 6 Zone di cui si compone questo organismo (Milano Città, Est, Sud, Ovest, Nord e Monza e Brianza) raggruppa tutte le aziende associate sul relativo territorio. L’Organizzazione Zonale rafforza il radicamento dell’Associazione sul territorio di competenza,  garantisce una forte connessione con istanze emergenti dal livello locale e mantiene un presidio costante delle esigenze delle imprese associate, con un’attenzione particolare per quelle più piccole. Sia attraverso l’Organizzazione zonale che attraverso la propria struttura, Assolombarda:
  • svolge un’azione di monitoraggio della regolamentazione del territorio e degli strumenti di pianificazione urbanistica e di governo territoriale;
  • dà vita a partnership con le Amministrazioni comunali per favorire lo sviluppo del dialogo tra imprese e Pubblica Amministrazione e affrontare le problematiche delle aree produttive. Ad esempio, l’Associazione ha sottoscritto un protocollo di partenariato con il Consorzio dei Comuni dei Navigli
  • finalizzato a definire strategie e interventi per la valorizzazione economica del territorio dell’Est Ticino e a quella del patrimonio storico, artistico e naturalistico della zona, anche in chiave di promozione turistica.

Antonio M. Colombo

Antonio  Colombo ha parlato sul tema ” La situazione economica italiana uno scenario  ”Agrodolce” all Interclub del RC Magenta, martedi 26 gennaio 2010


Antonio M. Colombo

Nato nel 1951, coniugato con 2 figli.

Direttore Generale Associazione Industriale Lombarda.Presidente Fondazione Istituto Nazionale Tumori (IRCCS) – Milano. Consigliere del CNEL-Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Amministratore Delegato di Assoservizi SpA – Milano – Società di servizi operativi di Assolombarda

Consigliere di amministrazione  de “La Provincia di Como SpA Editoriale” (società’ editrice dei quotidiani “La Provincia di Como”, “La Provincia di Lecco” , “La Provincia di Sondrio” e “La Provincia di Varese”). Gruppo S.E.S.A.A.B. – Bergamo. Vice Presidente Consorzio Assoutility – Consorzio di acquisto di energia elettrica e gas naturale – Milano. Consigliere di amministrazione dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC – Castellanza

Consigliere di amministrazione di Mediofactoring S.p.A. – Milano. Componente il Comitato Scientifico Collegio di Milano – Centro di Eccellenza per la Formazione di studenti iscritti alle sette Università milanesi – Milano. Componente Consiglio di Indirizzo Fondazione Sodalitas – Milano. Ricopre inoltre numerose cariche in Consigli di Amministrazione di Società collegate ad Assolombarda.

Giornalista pubblicista. E’ stato: Vice Direttore Generale di Confindustria. Direttore Generale dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Vice Presidente e Consigliere Delegato dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC – Castellanza. Presidente di Le Nord s.r.l. (già Ferrovie Nord Milano Trasporti) dal 2005 al 2009 Milano. Componente del Consiglio della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Varese – dal 2002 al 2007. Amministratore Delegato di società operanti nel campo dei servizi e della finanza.

26 gennaio 2010

Compagnia Dialettale

Gli Attori Franco Albini & Bruna Bertorelli saranno protagonisti della serata di mercoledì 17 febbraio dedicata al Carnevale Ambrosiano

Compagnia Dialettale

I Maltrainsema. La compagnia si è formata nel 1980, nell’oratorio di S. Biagio (Rozzano) allegramente voluta da un gruppo di genitori che seguivano divertiti le prime esibizioni dei loro figli sul palcoscenico, si fa per dire, perché il teatro non esisteva ma si trattava in realtà di un palcoscenico improvvisato in un salone parrocchiale.

Una rappresentazione tira l’altra e così è nata anche nei genitori la curiosità di provare a calcare le scene… Essendo tutti di origine lombarda, si è cosi deciso di intraprendere la strada del teatro dialettale che sembrava a tutti la più accessibile, permettendo così di mantenere vivo il dialetto, ancora parlato nelle case ma non più nelle piazze. Al momento di scegliere il nome da dare alla compagnia, si è convenuto di scegliere un nome che rappresentasse al meglio l’unione di un gruppo di persone decise ad affrontare questa avventura con lo spirito di chi non si vuole prendere troppo sul serio, ed allora ecco nascere “I Maltrainsema” che devono il loro nome  alla difficoltà di far coincidere impegni di famiglia, di lavoro e soprattutto spazi per le prove e per le esibizioni. A Bruna Bertorelli, che già si occupava del gruppo dei ragazzi, è stato chiesto di guidare la compagnia, mentre a superare le varie difficoltà iniziali ha contribuito, con molto entusiasmo, il  parroco di allora  Don Luigi , che ha intravisto in questa iniziativa un modo per essere vicini alle tante esigenze del territorio con finalità umanitarie.

La prima rappresentazione è stata un atto unico di Roberto Zago dal titolo “Al Gigi ghe campana i pee”. Il riscontro del pubblico è andato oltre alle aspettative e così la compagnia ha deciso di seguire il filone dialettale, cercando sempre  di dare al pubblico la sensazione di vivere la vita della vecchia Milano. Oggi a distanza di tempo la compagnia è in parte cambiata nei suoi protagonisti ma lo spirito e l’entusiasmo sono rimasti quelli degli inizi.

I Maltrainsema a tutt’oggi hanno portato in scena su diversi palcoscenici di Milano e provincia ben venticinque lavori, compreso quello dell’attuale stagione “ Gent de ringhera” di G. Ammirata. Spettacolo genuino e molto divertente che ricrea l’atmosfera del tempo passato.

Domenico Barboni

Domenico Barboni, ha parlato al cenacolo del 3  febbraio sul tema: Una finestra sulle meraviglie della natura alle sorgenti della Muzzetta.

Le Sorgenti della Muzzetta sono un elemento importantissimo dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Rappresenta parte della storia agraria del territorio padano ed è anche una significativa “nicchia ecologica” in quanto rappresenta l’ultimo rifugio di molte specie vegetali e animali che un tempo erano diffuse nella nostra pianura.

Domenico Barboni

Domenico Barboni. Fotografo naturalista e pubblicista scientifico.

Divulgatore attento e preparato e grande conoscitore della Natura in tutte le sue espressioni.

Ha collaborato con diverse case editrici e testate quali: Airone, Oasis, Ethos e Orobie.

E’ autore del libro per ragazzi “L’orologio della Natura” edito dalla casa editrice DeAgostini.

Ha pubblicato per la Provincia di Milano opuscoli, agende, manifesti e itinerari a scopo didattico educativo per le scuole. Per il Gruppo Ornitologico Lombardo, tiene conferenze  divulgative sul comportamento di molte specie di insetti, anfibi e uccelli  al Museo di Storia Naturale di Milano.

Interazione tra fattori biologici ed esperienza nello sviluppo umano – 20  gennaio 2010

La serata di mercoledì 20 gennaio è stata caratterizzata da due momenti: l’ammissione al nostro Club di Elena Scalzotto e la relazione di  Viola Macchi Cassia, psicologa e docente di psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Bicocca di Milano.

Scambio di guidoncini

Prima della cena, il nostro Presidente Francesco Rapisardi ha accolto ufficialmente Elena Scalzotto tra i nostri soci, con grande emozione da parte della “nuova leva”, di Giovanna Torresani e di Annamaria Doniselli, che l’hanno presentata al Club; Elena ha ricevuto il distintivo dalle mani di Marco Milanesi, governatore designato del distretto 2040 per l’anno 2012-13. Come di consueto, poi,   Francesco ci ha aggiornato su alcuni impegni futuri del Club, in particolare ci ha informato di un progetto rotariano finalizzato alla ricostruzione di un ospedale ad Haiti, al quale ci ha invitato a collaborare sotto il profilo economico.

Marco Milanesi mentre appunta il distintivo alla nuova socia Elena Scalzotto

Dopo cena, Cesare Fabozzi ci ha presentato la nostra ospite, Viola Macchi Cassia, che, malgrado la giovane età, ha al suo attivo una significativa carriera accademica e scientifica e il cui intervento era rivolto a rispondere all’interrogativo circa il peso del fattori biologi e di quelli culturali nello sviluppo umano. La nostra relatrice ha innanzi tutto chiarito che per la scienza la comprensione dei meccanismi con cui si forma la conoscenza umana (il cervello), così da consentirci di interagire con l’ambiente, ha costituito e costituisce tutt’oggi una vera sfida; quindi ha   ripercorso le diverse teorie che, nel del tempo, hanno cerato di descrivere la costruzione del mondo della conoscenza dell’uomo, illustrando le diverse rappresentazioni delle fasi dello sviluppo dell’uomo secondo la psicologia e, più in generale, le neuroscienze, mettendo anche in luce il progressivo“raffinamento” degli strumenti che consentono di “misurare la capacità di apprendimento”.Dal costruttivismo degli anni Venti (in USA, anni Cinquanta), che vedeva nel bambino un soggetto pronto ad apprendere, ma totalmente cambiato (costruito) dagli stimoli esterni e protagonista di un lungo percorso di sviluppo cognitivo, negli anni Settanta, in particolare dopo l’avvento del computer, si è assistito, nelle scienze cognitive, al delinearsi di teorie innatiste, che hanno osservato ed evidenziato le capacità innate di bambini anche piccolissimi di elaborare informazioni. Negli anni Novanta, infine, si è affermato un neo-costruttivismo, come via intermedia tra le due precedenti, che ha messo in luce come l’accumulo e la diffusione delle conoscenze siano correlati con la  plasticità del cervello ed ha enfatizzato la bi-direzionalità della relazione tra fattori genetici ed esperienza nella determinazione dello sviluppo cognitivo.La nostra ospite ci ha poi illustrato, attraverso alcuni filmati, i risultati di diversi sperimenti, compiuti presso il Laboratorio Prima Infanzia del Dipartimento di Psicologia presso l’Università Bicocca, volti a comprendere proprio i meccanismi di apprendimento di bambini piccoli e piccolissimi, sottoposti a stimoli visivi e opportunamente monitorati per comprenderne, attraverso lo spostamento e la durata dell’attenzione, la capacità di discriminazione categoriale.

Viola Macchi Cassia e Francesco Rapisardi

La relazione di Viola Macchi Cassia ha suscitato molto interesse e molti interrogativi tra i presenti. In particolare, Marco Milanesi ha portato l’attenzione sul significato del nostro patrimonio genetico e la nostra ospite ha messo in luce come l’evoluzione, attraverso la capacità di focalizzare e riconoscere volti, abbia reso gli uomini “bravi riconoscitori”, oltre la predisposizione genetica.  Adriano Anderloni si è chiesto il motivo della diversa predisposizione degli individui verso ambiti differenti della conoscenza e la nostra relatrice ha mostrato la difficoltà della risposta questo interrogativo, individuando una serie complessa di fattori  (stimoli ambientali, capacità di elaborare informazioni..) che possono influire. Annamaria Doniselli, infine, ha sollevato il problema della validità degli esperimenti visti nel caso di bambini ipovedenti o ciechi, Viola  Macchi Cassia ha chiarito la funzione vicaria dei sensi uno rispetto all’altro.

Anna Scisci

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