La conferenza tenuta da Ruggero Cimatti al cenacolo di mercoledì scorso 19 marzo era dedicata alle modificazioni genetiche delle piante coltivate. Dopo l’introduzione del prof. Vinci che ha ricordato dai suoi studi di Biologia la figura di Mendel, l’oratore ha introdotto l’argomento dicendo che Mendel non era un cuoco e che nonostante il titolo della presentazione non sarebbero state presentate nuove ricette di cucina.
Quasi tutto il cibo che noi oggi mangiamo è stato in qualche modo modificato geneticamente. Molti pensano che le modificazioni genetiche delle piante sia un fenomeno moderno in realtà l’uomo ha iniziato a modificare le piante e gli animali quando ha deciso di addomesticarli. Quando da cacciatore-raccoglitore l’uomo si è trasformato in agricoltore ha cambiato di 180 gradi quella che era l’evoluzione naturale.
Con l’agricoltura è iniziato un processo di modificazione genetica che ha trasformato le caratteristiche delle piante coltivate portandole a produrre prodotti sempre più utili ed in maggiore quantità e questa abbondanza ha permesso l’insorgere delle varie civiltà nei vari continenti.
La chiave che apre il miglioramento delle produzioni agricole è la modificazione genetica. A questo fine l’oratore ha portato due esempi: la trasformazione di una pianta selvatica in frumento antenato del nostro attuale grano da pane e pasta avvenuta in Medio Oriente e la trasformazione del Teosinte, una pianta selvatica esistente ancora oggi sugli altopiani del Messico, in Mais. In ambedue questi casi ci sono prove archeologiche ben precise studiate dai paleobotanici che mostrano le modificazioni genetiche che sono avvenute attraverso i millenni.
L’oratore ha poi introdotto la figura di Gregor Mendel che con i suoi esperimenti sui piselli ha scoperto le leggi dell’ereditarietà dei caratteri. Mendel è considerato il padre della genetica moderna e per questo è stato usato nel titolo di questa conferenza. Gli studi di Mendel non suscitarono gran interesse quando furono pubblicati, solo dopo circa trenta anni, tre studiosi indipendentemente raggiunsero le stesse conclusioni e Mendel ebbe la fama che meritava. Non esiste corso universitario di genetica che non presenti nei dettagli non solo i risultati, ma anche il metodo scientifico usato da Mendel, il cui grande merito è quello di aver unito matematica e biologia che ai suoi tempi erano nettamente separate.
Esempi di modificazioni genetiche avvenute nei secoli passati e ancora sotto i nostri occhi sono quelle del cavolo. Tutte le varietà di cavoli derivano da una unica specie selvatica: Brassica oleracea. Si sa che gli antichi greci coltivavano un cavolo a foglie larghe, già 2500 anni fa, forse per l’alimentazione del bestiame. I Romani mangiavano le foglie di cavolo, ma il cavolo compatto e a palla come lo conosciamo oggi è apparso in Germania, sia nella varietà bianca che rossa, attorno al 1100, il cavolfiore era coltivato in Europa nel 1500. I broccoli, detti anche “asparagi italiani”, divennero popolari alla fine del 1600, ultimi ad arrivare in cucina sono i cavolini di Bruxelles nel 1750, forse il risultato di una mutazione. Che tutte queste varietà siano modificazioni genetiche, che per conservarsi hanno necessità dell’intervento umano, lo dimostra il fatto che se lasciate a se stesse in breve ritornano alla pianta originale selvatica.
Per capire meglio i concetti che verranno introdotti più avanti l’oratore spiega due definizioni: Cosa sono i cloni ? Sono organismi con lo stesso patrimonio genetico. Cosa è una chimera ? In Biologia una chimera è un animale o una pianta con parti geneticamente distinte.
Le viti e la frutta coltivate sono dei cloni perché moltiplicate mediante innesto da un unica pianta originaria e sono delle chimere perché la parte radicale appartiene ad una specie diversa con un patrimonio genetico totalmente diverso.
Brevi cenni sull’opera di Luther Burbank uno straordinario personaggio vissuto in California a cavallo tra 800 e 900 e creatore di più di 800 varietà tra frutta ortaggi e piante ornamentali. Una delle sue creazioni la susina Santa Rosa, in onore della città dove viveva, la troviamo abbastanza frequentemente nei nostri supermercati
In rapida successione l’oratore elenca una serie di frutti che hanno avuto origine da mutazioni o incroci spontanei e poi mediante la clonazione diffuse nei frutteti di tutto il mondo.
Pera William, scoperta dal signor William in Inghilterra nel 1600.
Pera Abate Fetel scoperta in Francia nel 1866.
Mela Golden Delicious scoperta da Paul Stark in West Virginia nel 1914
Mela Fuji incrocio ottenuto in Giappone, nel 1930
Mela Pink Lady incrocio ottenuto in Australia nel 1976
Arrivando ai nostri giorni è inevitabile parlare di OGM. Ci sono quattro coltivazioni che dalla loro introduzione nel 1996 hanno raggiunto una estensione totale di quasi 120 milioni di ettari : Soya, Mais, Cotone e Colza.
Tra i vantaggi di questa tecnologia in primo posto il risparmio di antiparassitari che in 10 anni ha raggiunto la considerevole cifra di 12o mila tonnellate di ingrediente attivo.
Nel caso del Mais la resistenza agli insetti delle piante OGM permette di ridurre a livelli insignificanti il contenuto di Micotossine. La piante non OGM essendo attaccate dagli insetti facilitano l’attacco di funghi parassiti che producono la Fumosinina che riducendo l’assorbimento di acido folico è responsabile di difetti al tubo neurale dei bambini in quelle popolazioni che si cibano di una dieta a base di Mais nei mesi invernali.
Infine per chiudere l’oratore cita le parole di Francesco Sala Ordinario di Botanica presso la facoltà di scienze dell’Università di Milano, a proposito della situazione italiana.
” L’Italia è l’unico paese al mondo in cui:
a) non venga stanziato un euro per la ricerca sulla produzione di piante gm.
b) sia estremamente scoraggiata la sperimentazione in campo delle piante gm;
c) sia proibito il trasporto sul territorio di semi gm;
d) sia in vigore il principio della tolleranza zero nel commercio delle sementi.
Ha ragione l’Italia o ha ragione il resto del mondo ? Siamo così bravi da aver capito che le piante gm sono una calamità per l’umanità, oppure hanno ragione gli altri quando sostengono che questa nuova potente metodologia offre un rapporto rischi/benefici estremamente favorevole. …(omissis)… nel secondo caso a mio parere molto più probabile, le nuove tecnologie agrarie si svilupperanno solo all’estero e il bel paese ogm-free non produrrà, ma acquisterà sempre più abbondantemente dall’estero cibo, mangimi, cotone e prodotti industriali gm.”
Bibliografia: Francesco Sala “Gli ogm sono davvero pericolosi ?” Editori Laterza.
Per chi evsse interesse può scaricare le diapositive presentate cliccando qui sotto
In un piccolo paesino un negro va dal dottore:
“Doddore ho avuto un figlio ma è biango. Io negro mia moglie negra”
Il medico cerca di spiegare il fenomeno con concetti di genetica (tipo relazione di Ruggero) dopo aver parlato di Mendel, piselli, probabilità, legge della dominanza, legge della segregazione, legge dell’assortimento indipendente…
“Io non gapire io negro, mia moglie negra, mio figlio biango”
Il dottore porta il negro sul retro della casa dove su un prato ci sono pecore bianche e pecore nere e riprova con le leggi della genetica. (seconda parte della relazione di Ruggero).
Il negro lo interompe.
“Ho gapito. Tu lascia stare mia moglie che io lascio stare tue pecore”
Grazie Cesare per portare un po di Humor alla mia conferenza troppo seriosa.
Faccio una piccola aggiunta. Durante la conferenza avevo accennato al fatto che le piante leguminose (Soya, fagiolo, medica ecc.) assorbono l’azoto dall’aria mediante la simbiosi con un batterio. Se questa possibilità potesse essere trasferita ai cereali ci sarebbe un grande risparmio di concimi azotati. Ebbene è di questi giorni la notizia che ricercatori francesi hanno scoperto il meccanismo biochimico di questa simbiosi. Ci vorranno ancora anni prima che questa scoperta si traduca in applicazione pratica, ma quando avverrà sarà un grande progresso nella riduzione dei costi di produzione dei cereali e anche una riduzione dell’inquinamento provocato dalle concimazioni con azoto nitrico.