Nell’ambito del tema dell’anno “donna e salute“ si è inteso proporre modelli d’interpretazione e di intervento su problemi sanitari di interesse sociale. Essi sono stati articolati a sostegno di un progetto salute che si muove in una visione complessiva della persona, come insieme inscindibile di corpo, mente e spirito.
Concordiamo nel ritenere, cioè, finalità “sociale” della medicina, il benessere integrale della persona, non soltanto l’assenza della malattia o la guarigione. Tutto questo viene particolarmente sottolineato a proposito delle medicine naturali e delle tecniche di ginnastica dolce e di rilassamento.
Al di là del dogmatismo dominante, come dell’improvvisazione o dell’ermetismo iniziatico, è la ragione che deve rimanere aperta agli stimoli di ricerca, rinnovamento, ampliamento dell’arte medica, superando le diffidenze legate ad una artificiosa dicotomia tra “medicina ufficiale” e “discipline alternative”.
Nel caminetto aperto di mercoledì 16, Paola Lippi ci ha condotto, con una sapiente relazione costruita su un gioco di equilibri tra teoria e pratica, a conoscere i principi che stanno alla base di uno straordinario metodo di ginnastica “dolce” che prende il nome dal suo padre fondatore, MOSHE FELDENKRAIS (1904-1984). Si tratta, in realtà, di un metodo di apprendimento, che si basa sulla profonda integrazione tra movimento e psiche. Questa integrazione è possibile sulla base di un principio fisiologico, quello della reversibilità dei collegamenti tra il sistema nervoso ed il sistema muscolare.
Feldenkrais ha analizzato i meccanismi emotivi che conducono a comportamenti “ereditati”, dalla società, dall’educazione e dalle proprie esperienze passate. Sono comportamenti, automatismi, che, in quanto privi di spontaneità, inibiscono il dispiegarsi del nostro più completo potenziale fisico e spirituale: “In genere la gente si comporta come se il suo futuro fosse completamente ed irrevocabilmente condizionato da quello che si è fatto in precedenza. E’ un’idea talmente radicata, che si continua a vivere nel passato invece che nel presente, consolidando in tal modo la propria convinzione di essere determinati da ciò che è stato, col risultato di non potere fare altro che ripetersi continuamente”
Lo scopo da raggiungere diviene allora quello di liberarsi dagli automatismi acquisiti, invertendo la relazione che parte dal sistema muscolare ed arriva al sistema nervoso. La via da percorrere è una particolare attenzione rivolta ai movimenti che compiamo, che si correla alla presa di coscienza di sé stessi e del proprio corpo. Nella pratica, Feldenkrais mostra come ogni tensione emotiva si manifesti sul piano fisico con posture scorrette, contratture, sensazioni di dolore e fatica, che compromettono il buon esito delle nostre azioni. Egli indica gli opportuni esercizi per correggere queste situazioni. In conclusione, per Feldenkrais nella storia naturale dell’uomo acquisire la maturità è un processo in continua evoluzione: “ il processo mediante il quale l’esperienza personale del passato riconosce i suoi elementi costitutivi e ne scaturiscono quindi nuovi schemi , adeguati ad affrontare le circostanze ambientali presenti e lo stato del proprio corpo”
Se una riflessione finale mi è concessa, chi scrive crede profondamente che oggi più che mai la medicina sia un terreno di frontiera dove, attraverso nuovi concetti di salute e di malattia, emergono idee e comportamenti che riguardano noi tutti, non solo in quanto pazienti e medici, ma in quanto persone partecipi di un momento importante e meraviglioso che è la conoscenza dell’uomo.
Walter Vinci
Grazie Walter per aver così ben “tradotto” la difficile relazione della Prof. Paola Lippi, sai semplificare le cose che a prima vista appaiono complicatissime, infatti chi meglio di Te poteva farlo.?
Gentile Paola
comprendo benissimo il suo biasimo per la qualita’ della mia presentazione,
non ho scuse da portare ma avrei molto da raccontarle aprendo un capitolo forse per lei doloroso:
il nostro lato umano! in cosa consiste, come ci viene in aiuto!!??
Nella serata che abbiamo trascorso insieme sono molte le considerazioni che posso fare ma vorrei soffermarmi su quelle che seguono per darci un’occasione speciale di riflessione e perche’ no, di conoscenza reciproca, a volte i migliori rapporti iniziano da un contrasto, da uno scontro!!
In effetti mi incurioscisce l’idea di conoscere il messaggio che un sistema puo’ mandare all’esterno, il bisogno nascosto che cela chi si diverte a puntare il dito, a sottolineare gli errori, chi insiste sul biasimare o criticare…perche’…come funziona quella persona, quanto generosa e’ stata la vita’ nei confronti di quella creatura?
Il nostro modo di interagire con il prossimo dipende dal modo che abbiamo di trattarci, di considerarci, quanto siamo tolleranti con noi stessi, se abbiamo maturato, nel nostro processo di crescita l’idea di avere delle emozioni, se pensiamo di avere un lato fragile e come lo accogliamo, come lo integriamo nella vita quotidiana.
Ecco il concetto del corpo, dell’organismo come individuo, non divisibile in parti, mente corpo, organi, emozioni, sentimenti, pensieri, movimento.
..…(omissis.; Una parte del commento è stata tolta dall’amministratore del sito in base alla regola del blog che non ammette commenti sulle persone)……
Il Dr.Feldenkrais in un suo libro ha rovesciato uno dei comandamenti “ama il prossimo tuo come te stesso” facendolo diventare ” ama te stesso come il prossimo tuo”
la sua esperienza infatti gli aveva fatto cogliere questa contraddizione l’educazione, la religione ci hanno cosi’ sviato l’attenzione dalla gentilezza, dalla compassione, dalla pazienza e dall’ascolto nei nostri confronti che gli altri ..il nostro prossimo sono diventati piu’ importanti di noi!!
Ma se portiamo attenzione a questo pocesso dell’incontro col prossimo ci rendiamo conto che non possiamo che portare la nostra umanita’ fatta di gentilezze, di attenzioni, di compassione.
Nell’incontro con noi stessi, che accade solo se lo desideriamo, se lavoriamo sulla consapevolezza sulla conoscenza del se’, troviamo soddisfazione, ci ripuliamo da tutti i condizionamenti i giudizi e anziche’ vivere di un’immagine riflessa, scopriamo la nostra immagine e solo cosi’ saremo esseri umani soddisfatti e sereni piu’ disponibili ad andare nel mondo con dignita’ e amore, consapevoli che la perfezione non e’ umana!
E certo dignita’ e amore non dipendono dalla bravura, dalle prestazioni, sono elementi che costituiscono la nostra natura e, siccome uno dei ruoli del nostro cervello e’ quello di fare ordine, se cerco la consapevolezza il sistema elimina tutto quello che mi allontana da me!
Percezione di se’ e attenzione sono elementi senza i quali non troviamo una identita’ capace di aiutarci ad andare nel mondo sentendoci Esseri Umani in cammino sulla strada lunga e a volte dolorosa della conoscenza di se’.
I miei piu’ cordiali saluti e auguri
Paola Lippi
Cara Paola Lippi,
ho apprezzato il tuo messaggio che condivido.
Debbo solo precisare che la persona alla quale ti riferisci non e’ la cara Paola Subacchi bensi’ altra partecipante alla conferenza.
Personalmente mi sono avvicinato al Metodo Feldenkreis per due motivi: uno era dovuto ad un mio problema fisico (che grazie al Metodo ho potuto superare brillantemente), l’altro era la curiosita’ di saperne di piu’ circa qualcosa che non mi risultava chiara.
Non so quale dei due motivi fosse quello prevalente ma, fortunatamente, pur ritenendomi dotato di un buon spirito critico, non ho subito bollato come “panzana” quanto non capivo.
Non e’ certo in pochi minuti che si puo’ entrare nella “filosofia” Feldenkreis: per piu’ di un mese sono stato perplesso circa quanto mi veniva illustrato ma la mia “curiosita’ ” e’ stata la carta vincente.
Tanti cari saluti
Gigi Monti”