La piaga dei Graffiti
6 Maggio 2008 di Ruggero
Osservate bene queste foto sono state fatte recentemente e rappresentano un classico esempio di Graffiti che deturpano gli edifici del nostro territorio. La piaga dei graffiti per i comuni rappresenta un grosso problema che non ha trovato ancora una soluzione. In questa parte del nostro Blog dedicata all’ambiente ci proponiamo di segnalare i casi più clamorosi e quelli che costituiscono per il loro impatto un vero degrado dell’ambiente in cui viviamo.
Un ambiente pulito e ordinato genera comportamenti puliti e ordinati. Questa non è una frase fatta, ma il risultato di studi scientifici ben documentati.
E allora.
E’ necessario mettere in atto tutte quelle misure che possono punire e poi scoraggiare i graffitari.
La piaga dei graffiti non è solo di un paese, ma è mondiale. Ci sono paesi o città che hanno risolto il problema?
Certamente. Sono certo che molti rotariani che viaggiano per lavoro all’estero lo hanno notato. Come hanno fatto queste città a liberarsi dei graffiti. Apparentemente non esiste una sola azione ma una serie coordinata di misure che portano al risultato.
Vediamo di elencarle:
1) Tolleranza zero per i graffitari. Il problema è individuarli. Si chiede ai cittadini di denunciarli. Anche se lo volessero non potrebbero perché i bravi cittadini all’ora che i graffitari lavorano stanno riposando dopo una giornata di lavoro. Ma anche se li vedessero sarebbe difficile identificarli e poi denunciarli. Senza prove, non si può fare niente. Figuriamoci poi con la giustizia cavillosa ed inefficiente che ci ritroviamo. Ci vogliono telecamere a circuito chiuso che permettano la identificazione e poi la punizione. Questa non deve essere esagerata, ma rapida (anche solo farlo sapere ai genitori), poi continutiva con i recidivi. So che la parola tolleranza zero, non piace molto ai buonisti, però le città estere che hanno ottenuto dei risultati è questo che hanno fatto.
2) Non basta. Osservate questa foto. E’ un particolare dei blocchi, o mattoncini usati per la costruzione dell’edificio servizi del mercato del comune di Arese.
Questo tipo di mattoncini porosi sono quasi impossibili da ripulire. Al loro posto occorre usare materiali che siano facilmente lavabili. Questo edificio va intonacato. Ho visto per esempio in una stazioncina di periferia di una grande metropoli dei muri lisci e limpidi senza l’ombra di graffiti. Mi sembrava impossibile. Guardando più da vicino qualche piccolo segno però era visibile. Era evidente che i graffiti erano stati ripuliti. La stazioncina aveva pareti di colore chiaro, quindi un grande invito per i graffitari, ma molto molto liscie e, perciò, facilmente pulibili.
3) Usare vernici antigraffiti. Ci sono. Basta fare una ricerca su Internet per trovare tutta una serie di fabbricanti.
4) Intervenire con la ripulitura immediatamente. Vuol dire entro le 24-48 ore. Il graffitaro non deve avere la soddisfazione di vedere il suo sgorbio esposto al pubblico per giorni o per anni.
Più a lungo lui lo vede maggiore è la sua gratificazione. Bisogna frustrare i suoi sforzi con azioni rapide ed efficaci. Maggiore è la sua frustrazione più grande sarà l’incentivo a smettere.
Per esempio i graffiti delle foto sono li da più di un anno senza che il comune di Arese abbia fatta il minimo sforzo per pulirli.
Certamente è una battaglia dura, ma si può vincere, come tante città hanno dimostrato.
Questa segnalazione non vuole essere una critica alle locali amministrazioni comunali, solo un contributo, anche se piccolo, alla soluzione di un problema. I Rotariani poi che fanno parte di amministrazioni comunali dovrebbero impegnarsi per mettere in atto tutte queste azioni ed altre ancora per dare un volto più dignitoso e civile al nostro territorio.
Ruggero Cimatti.
Opinioni espresse in questo articolo sono solo responsabilità dell’autore e non impegnano in nessun modo il Rotary Club sul cui Blog questo articolo appare.




