Certamente il titolo per questa conferenza scelto da Massimo Bosi è di quelli che ha prima vista fanno dire: Cosa c’entra il Malawi, uno dei paesi più poveri dell’Africa con la finanza? In effetti la conferenza è stata da Massimo divisa in due parti: La prima in cui ha discusso alcuni principi di finanza internazionale ed ha descritto la situazione finanziaria mondiale in generale e in particolare negli USA, Europa, Russia e Cina riferimenti specifici alla situazione italiana. La seconda parte invece illustra un progetto sul quale sta investendo assieme ad un amico locale nel Malawi. Il progetto consiste nella produzione di olio di Arachide per l’esportazione. La coltura dell’Arachide è, assieme al Mais, una delle più diffuse nell’agricoltura locale. La produzione di olio da vendere attraverso il sistema del “Mercato Equo e Solidale” permetterebbe ai piccoli e poveri agricoltori locali di avere un piccolo introito che migliorerebbe certamente le loro condizioni di vita. Per chi vuole maggiori chiarimenti cliccando qui sotto può accedere alla versione PDF delle diapositive usate da Massimo.
Dalla Finanza all’olio del Malawi
Commento di Ruggero: Dopo la conferenza alcuni dei presenti hanno chiesto ma che pianta è l’arachide.? Si tratta di un a pianta leguminosa (che quindi fissa l’azoto dall’aria migliorando la fertilità del terreno) perciò molto adatta ad una rotazione (alternanza sullo stesso terreno) con il Mais grande consumatore di azoto dal terreno.
Una caratteristica curiosa di questa pianta è che, dopo la fioritura, i baccelli si interrano da soli. Per la raccolta quindi occorre estirpare tutta la pianta. Conviene poi separare i baccelli lasciando le altre parti sul terreno per mantenere la fertilità. Mentre sul progetto industriale, cioè la separazione dell’olio dai semi e successiva purificazione non ho niente da dire, vorrei fare un piccolo commento sulla coltivazione. Trattandosi di piccoli coltivatori le loro conoscenze in materia di coltivazione, immagino siano quelle tramandate per generazioni e quindi piuttosto antiquate. Sarebbe opportuno ingaggiare un agronomo locale per istruire i coltivatore sulle tecniche per aumentare la produzione, in modo da avere abbondante materia prima per l’oleificio. A puro titolo di esempio cito il fatto che le arachidi sono molto sensibili al Ph del terreno che se acido può essere corretto facilmente con l’aggiunta di calce.

